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                                            Associazione di Promozione Sociale FONTANA CIARA Spino al Brembo - Zogno - Provincia di Bergamo   

 

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Cognomi di Spino
Racconti e leggende

 

Come arrivare a Spino al Brembo..

 

 

 

 

 

Posizione geografica.

Spino al Brembo è un paesino situato sulla sommità meridionale della catena rocciosa che divide la Valle Serina dalla Valle Brembana. La parte piu’ popolosa è posta ai piedi del monte,dove il torrente “Serina”sbocca nel Brembo: il resto è intorno alla piccola chiesetta.

Alle spalle c'è il “Pizzo di Spino” una volta coperto di pascoli e di boschi. Fu chiamato probabilmente Spino al Brembo per distinguerlo dallo Spino Cremonese detto Spino d'Adda.Fino a qualche tempo fa era comune autonomo:la legge del 1928 sull’unificazione dei comuni lo ha aggregato al recente comune di Zogno.

Notizie Storiche. 

Una carta del 1168 dice che in tale anno i canonici di S.Alessandro e quelli di S.Vincenzo,unitamente ai signori di Brembate,presentarono querela ai Consoli della Città contro certi Mustacione,Montanaro e Papa detti di Prezate perché costoro li  disturbavano nel possesso di poterio de  foris et poterio de intus qui sunt iuxta Montem Spini e turbavano il loro possesso di una parte Montis Spini. E le loro ragioni furono trovate valide dai consoli della Città e agli avversari fu dato torto.  

Non sappiamo dove si trovassero questo Poterio fuori e Poterio dentro. E anche il Lupi che nel suo Codice Diplomatico riporta questa carta non ci da nessuna indicazione in proposito. Ma quel «Montis. Spini» se non si riferisce al nostro Spino al Brembo, il cui territorio è costituito da un unico monte, non sapremmo proprio a quale altra zona  riferirlo. A quel tempo Spino era certamente abitato e una carta del 1205,tratta dal Rotulus episcopalis,ci fa fare conoscenza con due abitatori di quella terra, un Zambonus di Spino e suo figlio Martinus.

Doveva aver sentito l'influsso dei tempi nuovi,il nostro paesino, perché ci si presentava già come un comune autonomo. Nel 1234 Bracca,che allora era ancora unita a Levreno e formava con esso un grande comune,provvedeva a fissare i confini del suo territorio in confronto alle terre circostanti, in conformità agli ordini dati dal Podestà di Bergamo,Obertino da Mandello. E fra queste terre troviamo Spino.   

"E’detto che il territorio delle due terre è diviso da una linea che partendo  dalla sommità della Valle di Paytero(che potrebbe anche essere il Poterlo del  1168) verso Piazzo, va fino alla sommità del monte Falcerdi e di là, seguendo la costa per via retta e torta,fino al Fontanelle di Cereto di Spino e quindi per via retta fino al fiume Ambria." L’atto,che porta la data del 26 giugno 1234, è firmato,dai rappresentanti di Bracca e Levreno, da Guarino di Spino console, da Bonadeo Capua pure di Spino e da molti altri vicini.Si vede che fino d'allora Spino aveva all’incirca 'estensione del territorio che  conserva oggi.

Aggregazione a Zogno.

I suoi abitanti non dovevano essere molto numerosi, e le abitazioni probabilmente non giungevano al numero di 12 che gli Statuti cittadini richiedevano perché un paese potesse fare da comune a sé. E per questo venne aggregato a Zogno. Così lo troviamo indicato negli statuti di Bergamo nel 1331.

Quando sia incominciata questa unione e quanto tempo sia durata, non lo sappiamo con certezza,crediamo però di non errare facendo una valutazione temporale che va dal 1246 al 1449. Certo questa unione durava ancora quando i nostri paesi passarono sotto la Repubblica veneta, perché nella ducale del 1429 nella quale sono elencate tutte le terre che dovevano formare il nuovo vicariato della Valle Brembana Inferiore, il comune di Spino non è più nominato.

Sicuramente queste unioni “comunali” non sono gli assorbimenti o le fusioni di comuni nei nostri giorni, ma erano semplicemente aggregazioni,che alle terre unite lasciavano la personalità ed anche una sfera d'azione propria.

La legge di allora diceva chiaramente: Quando una terra é così povera di abitanti da non poter fare da sola le fazioni con la città,essa deve essere unita a qualche terra vicina e formare con essa una sola unità nella quale tutte e due le parti devono essere rappresentate dai rispettivi consoli o anziani. Queste unioni riguardano esclusivamente il civitaticum (cioè i rapporti con la città),quali possono essere la compilazione degli estimi,le contribuzioni reali,personali e gli interessi di carattere generale. Sono invece liberi di regolarsi come credono,salva,s'intende,la dipendenza generale dagli Statuti cittadini,per tutto quello che riguarda i rapporti religiosi,l'uso dei beni comuni e i loro interessi particolari. Queste unioni non hanno carattere stabile e duraturo e sono destinate a durare soltanto finché durano le cause che le hanno prodotte. Venute queste a mancare, ognuna può riprendere la propria libertà. Così ne vediamo molte che raggiunto il numero legale di famiglie,si staccano dalle terre alle quali erano state unite e si costituiscono in comuni autonomi, mentre altre ne approfittano per riunirsi agli antichi centri dai quali erano state divise e alle quali una somma di vincoli religiosi e una quantità di interessi privati le avevano sempre tenute vincolate,nonostante la separazione legale.

Di questo stato di cose forse una conferma può vedersi in due atti del principio del secolo XIV.

Nel 1304 Zogno rivedeva i confini del proprio territorio in rapporto a quelli dei comuni circostanti e perciò anche a Spino. Ma mentre per le altre terre non è segnato che il tratto di confine in comune, per Spino invece è descritto il confine di  tutto il territorio anche in quei lati che non toccano Zogno. Abbiamo così, in un  unico atto ufficiale, segnati i confini di due terre che si presentano unite e distinte  nello stesso tempo.

Avvisaglie della Separazione.

Nel 1305 troviamo la deliberazione con la quale i comuni  interessati decidono di costruire in Ambria (una volta considerata frazione di Spino) un ponte in pietra sul  fiume Brembo: ponte che venne realmente costruito sotto la direzione del capo-architetto Grigis Salvetti di Miragolo, ma che ebbe breve durata essendo stato ben  presto travolto da una piena del fiume. La riunione per la costruzione del ponte,fu tenuta a Spino il 9 novembre 1305  fra i rappresentanti di questa terra e di quella di Bracca. A quel tempo Spino era  certamente ancora unita a Zogno. Ma di questa terra nell'atto non v'è nessun cenno. Ma qui si trattava di un interesse particolare di Spino e la comunità agiva da sola.

La nuova separazione.

Un atto del notaio Baldassarre Mussinoni di Zogno dice: il 14 settembre 1457, nel luogo di Spino,sotto il portico della chiesa di S. Alessandro di Spino si radunarono in pubblica e generale adunanza gli uomini di Spino in numero di 15, rappresentanti di più di due terzi di tutti i capi-famiglia possessori di terreni sul territorio del comune per eleggere quattro tagliatori e transatori del comune …

Lo scopo dell'adunanza,non ha nulla di eccezionale,ma il fatto che quest'atto sia stato conservato a differenza di tanti altri simili andati perduti,ci fa pensare che esso abbia un’importanza particolare per la piccola terra. Forse è il primo, o uno dei primi, dopo che Spino si è separato da Zogno. Ce lo fa pensare l’alto numero di capi-famiglia che sono presenti all'adunanza e che è superiore al minimo fissato dagli antichi Statuti cittadini per concedere a una terra la propria autonomia.Di sicuro,da questo momento non si trova più traccia dello Spino di Zogno e dello Spino vicina di Zogno. E il Da Lezze, nella sua Relazione del 1595 lo pone fra i comuni che formano il Vicariato della Valle Brembana inferiore.Dei presenti all'adunanza non ci è stato trasmesso che il nome del primo,ed è quello del parroco: Cristoforo q. Tonelli Maionzeli de Spino Benefìcialis Ecclesiae S. Alexandri de Spino.Quindi oltre ad essere di nuovo comune autonomo, Spino è diventato anche parrocchia a sé,se ha il proprio parroco.

Descrizione del Da Lezze.(1595)

Del nostro paese e della sua vita economico-amministrativa così ne parla il rappresentante del governo veneto:La terra è in monte, vicina al fiume Brembo: il suo territorio è di logitudine milia 1 et altro tanto di larghezza. Ha le infrascritte Contrade: Sottoriva,Alle Cà,Allovezzi, l'Ambria,Cafideldalo. Lontano da Bergamo milia 12 in circa, da Taiello Milanese milia 18 in circa. Vi sono foghi n. 19,anime 75,utili 15,il resto vecchi, donne e putti. In questo numero sono descritti come soldati delle ordinanze 1 archibusiero et 1 picchiero,1 galeotto con la sua portion de Guastador dell'estimo qual è de soldi 6. Ha beni comuni solo per pascolar,senza usurpatione.in comune è governato come gli altri dal console con salario de L. 30 pagando in camera le gravezze ordinarie et le straordinarie al Thesorier della Valle,et rende conto a doi sindaci ogni anno:Che il suo maneggio importa ducati 50 l’anno.

Ogni anno uno ha qualche cosa et se industria,facendosi in questo loco intorno 25 pezze de panni bassi l’anno: et tre famiglie di loro sono fuori del paese in negotii.

Raccolgono grani per 6 mesi l’anno et le terre valgono L.200 la pertica.

Parochia S.Alessandro: il curato ha L.330 dal Comune parte et parte dal entrate de la Misericordia.

La qual Misericordia ha de entrada Lire 220 in circa che si dispensano ai poveri da doi Sindaci eletti ogni anno dal comun.