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CRONACA PARROCCHIALE 2
10 FEBBRAIO 1962
Lavori per la strada di Spino.
RIPRESI GRAZIE A DON CAMILLO.
RIPRESI GRAZIE A DON CAMILLO I
LAVORI PER LA STRADA DI SPINO.
Gli abitanti di quella frazione
di Zogno avevano minacciato di chiedere l'aggregazione al comune di San
Pellegrino - Cominciato lo sbancamento dell'ultimo tronco ma si prevedono
altre difficoltà circa l'immissione della costruenda arteria nella
provinciale Ambria - Serina.
ZOGNO - Spino al brembo è una
delle piccole frazioni del nostro comune adagiata al di sopra di Ambria
sulle pendici del Pizzo omonimo. La frazione altrettanto tranquilla quanto
povera vive di poco bosco e di emigrazione temporanea. I problemi quindi
che assillano le venticinque famiglie che formano un nucleo di 250
persone, sono molteplici: manca un'adeguata illuminazione stradale il
vecchio campanile della parrocchia è piuttosto malandato il cimitero non
basta più, ecc. Su tutto questo la gente di Spino è disposta a
soprassedere, ma diventa intransigente allor-quando entra in questione la
così detta " strada lumaca " che è ormai una questione che
si trascina da lustri. Si tratta infatti di portare a termine gli ultimi
840 metri della carrozzabile che dovrebbe allacciare questa frazione alla
provinciale Brembana.
In questi ultimi giorni il
malcontento era tornato a diffondersi nella frazione perchè nonostante
varie promesse fatte, più nessuno a Zogno sembrava si occupasse
della questione.
La gente nelle lunghe sere
invernali si riunisce per studiare il da farsi, e in una di queste
riunioni c'era chi proponeva una dimostrazione popolare per le vie del
capoluogo e dinnanzi al Municipio, chi addirittura voleva che la frazione
venisse aggregata al comune di San.Pellegrino con il cui territorio
confina. Finché sere fa, sentito il parere anche del parroco don Camillo
Gambarelli a cui sta molto a cuore la questione, gli uomini del paese che
in un certo qual modo con sistemi patriarcali decidono dei più e del meno
vennero nella determinazione di mandare a zogno una commissione formata da
7 capi famiglia col compito di sollecitare il comune a completare la
strada.
Ieri sera infatti, guidati da
Battista Zuccoli, si presentarono al sindaco di Zogno dottor Santo
Locatelli, Francesco Traini, Francesco Cortinovis, Giuseppe Cortinovis,
Angelo Traini, Carlo Rubis e Alessandro Magoni.
Il sindaco ha ascoltato a lungo i
plausibili motivi portati da quella delegazione e ha promesso che la
questione della " strada lumaca " si sarebbe risolta nel
volgere di breve tempo. Strana coincidenza, la sera stessa presso il
Municipio di Zogno si era riunita una commissione che alla presenza di un
notaio avrebbe dovuto determinare alcune modifiche al contratto stipulato
con la ditta appaltatrice della strada. Ieri mattina infatti una
scavatrice è stata fatta giungere nei pressi di Ambria per abbattere le
piante che si trovano lungo il tracciato. La storia della strada lumaca ha
inizio un paio di lustri fa. In seguito alle pressioni della popolazione
interessata nel '52 il comune di Zogno dava inizio alla costruzione di una
strada panoramica larga dai quattro ai cinque metri. Il Ministero del
Lavoro aveva finanziato parte dell' opera e i cantieri scuola infatti si
limitarono a costruire 570 metri del tracciato totale che prevede una
lunghezza di circa due chilometri.
Nel 1953 con lo stesso sistema
venivano portati a termine altri 530 metri di carrozzabile ai quali si
aggiungevano gli ultimi 40 metri nel 1956.
In nove anni quindi erano stati
aperti 1140 metri di strada: ne restavano ancora 850 da costruire per
potere realizzare l'allacciamento con la provinciale brembana. Il
tronco costruito è costato complessivamente 17 milioni, ma ormai è già
in rovina. Detta strada tra l'altro non fu cominciata a valle come è
consuetudine, bensì scendendo dalla montagna per cui l'inutilizzazione
del tronco esistente, il fenomeno del gelo e del disgelo, la mancanza
assoluta di manutenzione ha portato al franamento dei parapetti e di
muretti di contro ripa. Intanto le amministrazioni comunali a Zogno si
succedevano senza che il problema venisse preso in considerazione.
A Spino intanto si diffondeva il
malcontento qualcuno chiedeva come già detto, l' aggregamento della
frazione al comune di S. Pellegrino Terme. Gli abitanti di Spino guidati
dal loro don Camillo, si davano pure da fare scrivendo a
parlamentari e stilando istanze su istanze. Finalmente nella scorsa
primavera, l'attuale sindaco di Zogno dott. Locatelli saliva sino al
paesello per annunciare che la strada si sarebbe fatta: il competente
ministero infatti aveva concorso a fondo perduto, alla sua costruzione in
misura del 50% sull'ammontare del preventivo, altri 5 milioni sarebbero
stati coperti con un mutuo che il comune avrebbe contratto con la cassa
depositi e prestiti.
Nel settembre scorso il comune
indiceva una gara d'appalto con la quale affidava il compito della
realizzazione ad una impresa di Dalmine.
Ora, perché ritardano i lavori?
Perché, si dice, si attende l'elaborazione del progetto esecutivo che
sembra, però, incontrare qualche difficoltà.Superata l'opposizione di un
proprietario che ha finalmente consentito a cedere il proprio terreno per
farvi passare la strada, i tecnici si trovano oggi a dover "
sperare" che il genio civile approvi quella parte del progetto che
riguarda l'immissione della costruenda arteria nella provinciale Ambria -
Serina .I tecnici sono soprattutto preoccupati perché gli organi
superiori avevano espresso il parere sfavorevole per quest'ultimo tronco
di tracciato in quanto questo sbuca sulla provinciale in un tratto dove la
visibilità è piuttosto ridotta e precisamente fra una curva e un ponte.
Tutto ciò non ha consentito
appunto alla ditta di Dalmine di dare inizio ai lavori. Per questi motivi
infatti l'altra sera, trattandosi tra l'altro di un lavoro non ingente, i
lavori sono stati dati in concessione ad una impresa di Zogno che ieri
mattina, ha cominciato l'opera di sbancamento della parte bassa del
tracciato. Benchè iniziati i lavori, ora si attende l'autorizzazione
della provincia per quanto concerne l'approvazione di sua competenza.
Secondo quanto si dice, la strada, qualora i lavori continuassero,
potrebbe terminare nel giro di due o tre mesi al massimo.
TRATTO
DAL GIORNALE DEL POPOLO DEL 10-02-1962
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